Donazione di sangue e pensioni: approvato in Senato l’emendamento [AGGIORNAMENTO]

Venerdì 11 ottobre 2013 – È stato approvato ieri pomeriggio dal Senato l’emendamento che estende la definizione di “prestazione effettiva di lavoro” anche alle assenze per la donazione di sangue ed emocomponenti. Tali permessi, infatti, con la riforma Fornero del 2011 erano stati esclusi dal computo complessivo delle giornate lavorative dei dipendenti intenzionati a usufruire della pensione anticipata.

«Siamo soddisfatti per questo importante obiettivo conseguito e siamo fiduciosi che anche la Camera dei Deputati saprà esprimersi in modo analogo – commentano i Presidenti Nazionali di AVIS, Vincenzo Saturni, FIDAS, Aldo Ozino Caligaris, FRATRES, Luigi Cardini e il Delegato Sangue della Croce Rossa Italiana, Maria Teresa Letta.

Questo risultato è il frutto delle costanti e ormai consolidate relazioni con le Istituzioni nazionali e giunge al termine di un’attenta e scrupolosa opera di vigilanza sul dibattito politico e sul percorso parlamentare che si sono sviluppati nelle ultime settimane su tale argomento.

Dopo l’approvazione alla Camera, l’emendamento ristabilirà quanto già indicato dalla legge n. 219/’05, che all’articolo 8 comma 1 prevede il riconoscimento della retribuzione e dei contributi per la giornata in cui si effettua la donazione. La stessa legge individua i donatori di sangue come operatori sanitari che concorrono al raggiungimento di un obiettivo fondamentale per il nostro Paese: l’autosufficienza di sangue, emocomponenti e medicinali plasmaderivati.

Siamo quindi felici che lo Stato italiano abbia voluto ribadire, attraverso la votazione di ieri, il grande ruolo di tutti quei donatori che, in modo gratuito, continuo, periodico, volontario e anonimo, compiono un gesto di grande valore civico, etico e morale».

AGGIORNAMENTO

Il Senato della Repubblica ha approvato definitivamente, in terza lettura, il decreto legge n. 101 del 31 agosto 2013.
Si è concluso oggi, infatti, l’iter parlamentare con il quale è stato ripristinato in via definitiva il riconoscimento ai fini pensionistici delle assenze dal lavoro per le donazioni di sangue.
È stata, così, sanata una situazione iniqua e discriminatoria nei confronti dei donatori di sangue che avrebbe potuto causare profonde alterazioni nel sistema trasfusionale del Paese creando possibili difficoltà nel mantenimento dei livelli essenziali di assistenza sanitaria.
Le legittime proteste dei donatori hanno spinto le associazioni del dono a lavorare con un’azione congiunta ottenendo questo successo. Ai donatori di sangue è stato riconosciuto un ruolo primario nel sistema sanitario italiano.

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